Set
15

rinnovabili elettriche non Fv, i fondi garantiranno l’incentivazione fino al 2020
Stampa
PDF

Secondo uno studio di REF-E, al 2015 resterebbero ancora 1,1 milairdi di euro che consentirebbero di prolungare gli incentivi fino al 2020. Almeno per i prossimi anni, gli incentivi rimangono “l’unica via per l’incre- mento della generazione rinnovabile, anche se le recenti riforme hanno Nr.16 – VENERDÌ 13 SETTEMBRE 2013 mostrato come strumenti quali contingentamento, concorrenza del mercato e aggiustamenti automatici, siano in grado di

 


 

migliorare notevolmente l’efficienza degli interventi sul settore”. È quanto evidenzia uno studio dell’istituto di ricerca Ref-E, dal titolo “Il futuro prossimo dell’incen- tivazione alla generazione rinnovabile”, pubblicato sulla newsletter n. 63 del gestore dei mercati energetici (gme).

Il punto sugli incentivi

Nello studio viene anzitutto ricordato che, per quanto riguarda gli incentivi al fotovoltaico, il 6 giugno 2013 è stata raggiunta la soglia di 6,7 miliardi di euro, che ha comportato la cessazione del Quinto Conto Energia. D’ora in avanti, fatta salva la possibilità per gli impianti fino a 200 kW di accedere al meccanismo di scambio sul posto, e quella per gli impianti installati nel settore residenziale a seguito di ristrutturazioni edilizie, di accedere alle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie (50-36%), la generazione fotovoltaica dovrà confrontarsi con i livelli di remunerazione di mercato. Per le altre rinnovabili elettriche, invece, il raggiungimento del cap di spesa di 5,8 miliardi di euro è ancora abbastanza lontano: al 30 giugno 2013, il costo indicativo annuo risulta pari a 4,3 miliardi di euro. nel 2015 raggiunto obiettivo PAN senza superare il limite di spesa previsto Secondo le stime dell’istituto di ricerca ref-E, “l’obiettivo PAN dovrebbe essere raggiunto già al 2015: grazie soprattutto all’overshooting rispetto al target del FV, già ampiamente superato (con una produzione che si attesta sopra i 24 TWh rispetto agli 11,4 previsti per il 2020), la quota rinnovabile complessiva arriva a 111 TWh. L’obiettivo è, tuttavia, raggiunto senza superare il limite di spesa previsto. La spesa complessiva, conside- rato anche il costo prospettico annuo legato ai Certificati Verdi (CV), alla remunerazione della mini-generazione tramite tariffa omnicomprensiva (TO) e all’onere delle convenzioni CIP6 ancora in essere, dovrebbe infatti fermarsi a 4,7 miliardi di euro”. Risorse sufficienti per garantire l’incentivazione fino al 2020 secondo lo studio, le risorse restanti, pari a 1,1 miliardi di euro, sembre- rebbero anche sufficienti per prolungare gli incentivi fino al 2020, cioè oltre la scadenza del 2015 fissata per l’attuale regime di sostegno: “il costo complessivo dovrebbe, infatti, rimanere contenuto sia perché si riduce il costo legato ai regimi precedenti al 2013 (CV, tariffe onnicomprensive e CIP6), sia perché la spesa legata ai nuovi meccanismi cresce in modo contenuto con il passare del tempo, pur rimanendo sufficiente a promuovere la crescita di alcune fonti”. Se lo stanziamento degli incentivi fosse riconfermato dopo il 2015, l’obiettivo della Strategia energetica nazionale (SEN) potrebbe essere centrato al 2020 con le risorse ad oggi disponibili, quindi senza sforare il costo di 5,8 miliardi di euro l’anno: “la produzione rinnovabile complessiva, superiore a 128 TWh (import escluso), si colloche- rebbe, nello scenario descritto, solo leggermente al di sotto dell’estremo superiore del range di 120-130 TWh previsto dalla SEN”, osserva lo studio. Fonte:newsletter del giornale dell'Ingegnere del venerdì 13 Settembre 2013

Scritto da Enrico Acciai.

I NOSTRI PARTNER

provincia della speziaregione liguriaunione province d'italiaisola palmariacittà di lericicomune di riomaggiorecomune di sarzanaente parco di montemarcello-magraparco nazionale delle cinque terreparco naturale regionale di porto venerepatto dei sindaci